La fine di un corso di studi solitamente lascia un ricordo legato alla didattica ma soprattutto al docente e ai suoi metodi di insegnamento, dai quali molto spesso si impara e raramente disimpara. Ho preso la possibilita’ che ha dato a noi studenti di esprimere un giudizio sul corso di Deontologia ed Etica della societa’ dell’informazione, DETI, come una buona occasione per dare un’ opinione personale che spero possa ritornare utile ai posteri. Avevo accolto il corso di DETI con grande entusiasmo nel mio piano di studi perche’ ero del parere che sarebbe stato importante per la completezza culturale di un ingegnere informatico.
Purtroppo, a fine corso appunto, non sono dello stesso parere per i motivi che cerchero’ di verbalizzare in questo documento.
Ho la netta sensazione che questo corso abbia avuto la pretesa di insegnare qualcosa di astratto e opinabile definito etica.
La stessa etica che ho appreso da personalita’ che tanto hanno fatto per diffondere il pensiero libero e l’etica informatica nel mondo, piuttosto che da docenti stipendiati.
Inoltre ritengo che sia il rapporto quotidiano con i nuovi media e con la tanto acclamata societa’ dell’informazione a permettermi di avere un’opinione inconfutabile sull’etica che questo corso voleva “insegnare”.
Il motivo fondamentale di questa mia lettera aperta e’ quello di denunciare le incongruenze etiche che Lei, Prof. Maggiolini, ha mostrato sin dal primo giorno del corso.
Criticare l’uso dei formati proprietari dalle ore 11:15 alle 13:30 e poi farne (ab)uso per tutto il resto della giornata mi e’ sembrata un’incongruenza etica.
Giustificare l’(ab)uso di cui sopra nominando Platone e i suoi problemi con la scrittura, mi e’ sembrata un’incongruenza etica.
Parlare di privacy e spedire mail con indirizzi in chiaro (ignorando l’esistenza di cio’ che tecnicamente e’ definito bcc) mi e’ sembrata un’incongruenza etica.
Ho notato inoltre un eccesso di pressapochismo, spesso di qualunquismo e meschinita’ anche in quegli studenti che hanno sbandierato la falce e il martello consci dei benefici che ne avrebbero tratto per le simpatie politiche.
Nonostante i poteri ufficiali che una istituzione come il Politecnico le ha conferito, non posso tacere di fronte al giudizio (insidacabile per carita’) di un docente poco attento nei confronti di quell’etica che pretende di insegnare a uno studente poco flessibile di fronte a quella stessa etica che, a detta di molti, ha gia’ capito.
Distinti Saluti
Milano, 2 Luglio 2005 Francesco Gadaleta
