A four-day-trip in London
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Ebbene si! L’ho fatto. Volo economico acquistato su internet , zainetto con un paio di stracci e macchina fotografica. Destinazione: London city!
Dare una definizione di Londra visitata a distanza di un bel pò di anni, mi sembra riduttivo… con le parole intendo.
Oserei dire che è tutta colpa del Belgio. Trovandomi al centro dell’Europa mi viene facile prenotare un volo e spostarmi ora in Francia, ora in Olanda (uh! mi scuso per le fotine di Amsterdam…ma…sai com’è…Amsterdam è famosa per quello anche se è una città favolosa per molte altre cose), ora in Inghilterra, ora in Germania.
Insomma come si suol dire… si fa la bella vita. Non nego di avere tempo e soldi da dedicare ai viaggi, forse il mio hobby preferito (almeno al pari della fotografia).
Comunque che dire?! A già Londra. Giunti in aereoporto Stansted, London si fa sentire subito al cash point quando giunge il momento di cambiare il fottutissimo euro in pound! Lo ricordo ancora il fattore di conversione: 1.52! Che dolore!!
I primi 150 euro diventano meno di 100 sterline con cui a Londra ci fai molto poco.
Tappa numero 0: acquistare il biglietto dell’autobus, alla modica cifra di 8 pounds, per entrare nel cuore di Londra, Trafalgar Square. E ora che si fa? Bhooo! Trovare l’albergo non è il caso visto che abbiamo ben 5 ore a disposizione prima che si liberi la camera. Bè no 6, visto che c’è un ottimo fuso orario che ci porta indietro nel tempo.
Godiamoci Londra dunque!
Tappa numero 1: Hide Park and Speakers Corner. Uno spettacolo, il parco. Ingenui pensiamo di trovare qualche matto, speaking about bullshits allo speakers corner. Ma il freddo è cosi pungente che anche gli ubriachi si guardano bene dal farlo. Un kilometro a piedi per vedere il Serpentine, parte del parco, qualche vecchietta molto british a cui chiedere informazioni e via diretti verso Buckingam Palace. Non la ricordavo cosi imponente; al solito carica di turisti provenienti da tutte le parti del mondo, incollati al cancello attendendo il cambio della guardia. Seee domani! Con sto freddo non si resiste. E poi il cambio della guardia l’ho già visto e devo dire che non è niente di che. E’ un cambio…della guardia. That’s all!
Tappa numero 2: Trafalgar Square con la famosissima colonna dell’ammiraglio Nelson. Autobus rossi cominciano a spuntare da tutte le parti e le prime 30 foto vanno via come un nulla sui double decker buses. Uno spettacolo!
Ore 12 direi che è meglio fare una pausa. Sono già un paio d’ore che camminiamo ininterrottamente, avidi di scoprire Londra tutta di colpo, come si fa col telo che copre l’automobile dell’anno. Calma ragazzi! Abbiamo quattro giorni!! Pausetta in Trafalgar Square dal mitico Fish and Chips Restaurant. La specialità tipica londinese è un piatto carico di patatine fritte (french fries) e un bel pescione fritto. Salse a scelta, sale, pepe e chi più ne ha più ne metta! Piatto squisisto, irrorato da birrone freddo che si confonde bene col freddo che c’è fuori. Veniamo via dal ristorante piegati in due, non solo per l’abbiocco pomeridiano, ma soprattutto per la mazzata che abbiamo ricevuto: 22 pounds in due, che detto con accento britannico è anche bello a sentirsi ma poi…
Va bè i ristoranti non possiamo permetterceli! Prossima volta si va dalle zozze, che in Italia sono quei gabbiotti che si trovano per strada e che vendono panini (zozzi appunto) e porcherie simili.
Tappa numero 3: Finalmente l’albergo. Bè l’albergo… Insomma non vorrei offendere gli albergatori che gestiscono gli alberghi veri. Ma va benissimo. Siamo a Londra, in zona Camden Town, una delle zone più interessanti, turistiche al punto giusto, a tre minuti a piedi dal Tube (e dai la metro su… fatemi parlare un pò di British!), a una fermata da King’s Cross. Chi se ne frega dell’albergo… Comunque è un ostello per l’esattezza. Popolato da giovani in cerca di lavoro, che non hanno un posto dove dormire, nell’attesa di ricevere una conferma dal loro employer (uff… il datore di lavoro). Aproposito di giovani… un sacco di italiani! Ma un sacco!! Spesso si riconoscono dal silenzio che viene letteralmente demolito tra una fermata e l’altra di metropolitana: "DOBBIAMO SCENDERE QUI! NO QUI! LA PROSSIMA! CAZZO DICI!? DAI SCENDIAMO VELOCE! DAIII!". Va bè.
Tappa numero 4: Ci svegliamo dopo aver schiacciato un pisolino in ostello, pronti per visitare Londra by night! Londra di sera è più di uno spettacolo. Trafalgar Square è irriconoscibile. La mattina non si notava l’enorme albero di natale e le infinite decorazioni luminose. Londra è prontissima per il natale! Da un angolo particolare di Trafalgar Square si scorge un piccolo campanile arancione che sembra spuntare dalla strada trafficata da autobus rossi e taxi neri. Oh mio Dio! E’ il Big Ben! Andiamo!
Ora… il Big Ben è un orologio. Ma il fascino del monumento è un qualcosa di indescrivibile. Il freddo, l’umidità, l’aria londinese, le luci, il big ben, il taxi, il double decker, l’accento britannico, i britannici in cappotto nero… un cocktail irripetibile in nessun’altra parte del mondo. E ti credo… porta il Big Ben e poi vediamo!
Accanto al Big Ben c’è il Parlamento, Houses of Parliament, e la solita ressa di manifestanti con stendardi, contro la guerra, contro il proibizionismo, contro le pellicce vere…. Ragazzi non funziona!
Di fronte al Parlamento, siore e siori, Westminster Abbey! Foto foto e ancora foto.
E’ giunto il momento di rinchiudersi in un pub londinese. Quindi metro e via a Leicester Square una piazzetta vicino Trafalgar, punto di ritrovo di molti giovani inglesi. Dopo l’esperienza del Belgio (tuttora in corso) devo dire che il mio fegato ha riso non poco sulle birre dei pub londinesi. Acqua fresca da bere con cautela solo per via del prezzo: "three point fifty pounds pleeeease". Fuck u!
Tappa numero 5: Dopo aver riposato a meraviglia si riparte per una giornata di fuoco. Con mappa alla mano ci dirigiamo verso la City!
La City è la parte commerciale di Londra. C’è la borsa, la Bank of England famosa per avere "inventato" il trading, grattacieli, starbucks a ripetizione (ho provato anche quelli…hahhaha un caffè a 2.50 pounds che dolore!!), la cattedrale di St. Paul e tanta tanta tanta figa! E si quando ci vuole, ci vuole!
Tappa numero 6: Covent Garden! Un mercato niente di più. Bè se però il mercato è metà al coperto e metà all’aperto, pieno di centinaia di ristorantini, bancarelle che vendono oggetti tanto inutili quanto attraenti e ci sono artisti di strada che animano la serata alla modica cifra di… un’offerta, la cosa si fa interessante. Luci anche qui, turisti e soprattutto italiani da tutte le parti. Ma quanti siamo?? 60milioni in Italia… si ma all’estero?
Tappa numero 7: Camden Town. Essendo a 3 minuti a piedi dall’ostello decidiamo di tenerlo per la fine. Errore gravissimo: siamo già a corto di soldi e questa è la zona in cui anche un cittadino di eurolandia può permettersi di comprare qualcosa. E io ne approfitto: un libro di Stephen King (autore che odio, ma in inglese forse potrebbe funzionare), un paio di scarpe e una… (devo ancora trovare un lavoro quindi direi che non è il caso).
La subway ci porta alla tappa successiva.
Tappa numero 8: Tower Bridge e Tower of London. Qui la meraviglia si materializza. Non dico altro perchè ci sono delle foto che mi piacciono tantissimo.

Tappa numero 9: Bè questa non è proprio una tappa turistica. Fabric di Londra, una discoteca in cui si suona musica elettronica e minimal. Artista di oggi, come ogni sabato, Mr. Craig Richards! Mio dio!! Musica divina, per chi apprezza la techno ovviamente (cioè IO!)
Tappa numero 10: Si ritorna a casa. Ma non in Italia: in Belgio!
Che dire! un viaggio entusiasmante. Finalmente ho qualcosa da scrivere che non sia sulla politica e su tutte le altre troiate di cui mi occupavo quando vivevo a Milano. Finalmente si parla di viaggi…finchè i soldi me lo permetteranno
Buona visione qui
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- Published:
- 19.12.07 / 6pm
- Category:
- News from Leuven
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