Un formulario di statistica che potrebbe servire a un ingegnere informatico (dopo aver studiato la teoria ovviamente).
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Quasi ogni giorno, ormai da mesi si leggono notizie di presunte svolte delle major per controllare e reprimere gli utenti di Internet che usano o abusano del P2P (Peer-to-Peer).
Multe, sospensioni di servizio, controllo del traffico e tutto quello che un provider è in potere di fare nei confronti dei propri clienti.
Ci sono stati casi in cui il provider ha cercato di tutelare le proprie utenze per il solo scopo di mantenerli attivi come clienti (e quindi solo ed esclusivamente per ragioni di profitto).
Altri casi in cui l’utente finale sia stato pesantemente punito con multe mediamente salate e sospensione del servizio fornito dal provider.
E’ noto che spesso i potenti preferiscono prendere le difese dei loro colleghi. Ma nessuno se lo sarebbe aspettato anche in un luogo virtuale dove si pensava che la libertà fosse più facile da preservare.
Sembra che Internet non sia più il luogo che si sperava fosse. E tutto questo a causa della cultura di controllo che si sta diffondendo velocemente.
Internet è diventato l’ultimo baluardo delle potenti società che controllano l’informazione. La televisione, la radio, i giornali e tutti i media diversi da Internet sono stati creati dagli stessi signori che oggi controllano non solo l’informazione ma anche l’indotto che ne deriva.
Internet è controllabile solo a colpi di emendamenti perchè tecnologicamente parlando non si presta ad alcun tipo di controllo.
Al di là del discorso etico che ne deriva mi chiedo come mai nessuno si sia chiesto di metodi alternativi per navigare la rete. Questi metodi esistono e sono molteplici: dal proxy, all’anonymizer di turno…
Ma ne esiste uno progettato nel 1999 di cui non si sente parlare minimamente: Freenet
Freenet implementa un sistema che si sovrappone al TCP/IP per anonimizzare il traffico uscente ed entrante. E’ una rete a se stante che permette sharing, memorizzazione di file, chat, navigazione standard.
L’unico modo per ostacolare un sistema potente come Freenet è semplicemente non parlarne in modo che nessuno lo utilizzi.
Freenet con pochi utenti infatti risulta inutilizzabile in pratica, molto lento e soprattutto povero di contenuti.
La chiave fondamentale di freenet è la crittografia, non vista di buon occhio ma a mio parere l’unico modo per preservare la libertà di informazione su Internet.
Finalmente ho avuto l’occasione fantastica di partecipare al raduno del critical mass.
Milano, come penso le altre metropoli europee, è diventata invivibile per il ciclista da strapazzo, insomma quello che si sposta con la bicicletta facendo a meno di automobili e mezzi.
In una città che si reputa civile, in cui si vedono marciapiedi pieni di macchine, piste ciclabili inesistenti, automobilisti incazzati uno per ogni Suv, c’è qualche problema. Oppure il termine “civile” si è evoluto, cambiando significato.
Il critical mass è un raduno per fare in modo che per un giorno, per l’esattezza una notte, il ciclista si trovi nelle stesse condizioni dell’automobilista. E cioè che sia lui il traffico!
Obiettivo del critical mass è invertire i ruoli: un ciclista da solo per le strade di milano, fermo ad un incrocio è spacciato.
Ma centinaia di ciclisti invertono il ruolo. Una teoria rivoluzionaria che mi piace non poco…
Da ripetere!!
E’ un pò patetico, lo so, dover organizzare raduni simili per far capire alla gente che il futuro non è nè il petrolio, nè le automobili (tecnologicamente arretrate visto che nel 2007 bruciano ancora il petrolio come nel 1930). Ma personalmente lo prendo come un modo per difendersi dall’ignoranza, il male comune dell’uomo occidentale.
Le foto del critical mass a cui ho partecipato non sono tecnicamente valide poichè scattate di notte, senza flash, mentre pedalavo in bicicletta tra centinaia di altre biciclette. Ma non importano i tecnicismi, in questi casi l’importante è scattare.
“Applied Machine learning for web crawling”
Google ™ is considered the most used and effective web search engine of the last ten years. Its main task is web sites indexing through the page ranking system. Thing is that there are possibilities for a company to pay Google in order a query to return its website among the top ten results.
The system is clearly corrupted since results may be influenced by the fee payed by companies (or should i say Google’s customers?).
A solution? Machine learning!
Presentazione del progetto: “Apprendimento per rinforzo applicato allo spidering del web”
Il principale protagonista che oggigiorno si occupa di indicizzare i siti della rete e’ Google, una societa’ che permette, mediante il sistema del page ranking, di pagare una sorta di canone per comparire ai primi posti nei risultati di ricerca.
Il sistema e’corrotto poiche’ i risultati di una qualsiasi ricerca sono influenzati dal canone che i proprietari dei domini pagano a Google.
La soluzione? Machine learning…ovviamente.
I cluster Veritas hanno maggiore flessibilità rispetto ai cluster commerciali proprietari delle varie software house (IBM, HP ecc).
Purtroppo le esigenze in ambito enterprise non possono essere soddisfatte da prodotti general purpose, tra l’altro molto costosi, a cui non è possibile chiedere modifiche “a misura di cliente”.
Lavorando sui cluster Veritas in ambito enterprise si è rivelata indispensabile l’esigenza di permettere agli utenti responsabili degli applicativi da clusterizzare, di gestire il cluster senza concedere permessi di amministratore che, spesso e volentieri, hanno portato l’utente a commettere errori disastrosi sull’intera architettura. La business continuity e il parallellismo attivo-passivo vengono seriamente messi a rischio se non si predispone di una gestione corretta dei permessi.
Veritas non ha pensato a tante situazioni, all’ordine del giorno per le aziende medio-grandi. Per esempio:
VCS – Veritas Cluster Script – è un programma in Perl che si aggancia ai tool della riga di comando per la gestione di un cluster, che permette delle personalizzazioni a basso livello e risolve i problemi tipici delle dipendenze e dei permessi.
Offre una shell testuale molto semplice e UNIX compliant.
Per ulteriori informazioni contatta qui